Dirò Personal Branding una volta sola in questo post. Quindi il mio bonus me lo sono già giocato. Preferirei parlare in maniera più semplice, diretta, chiara se possibile. Nel mezzo di una delle settimane più importanti della mia vita professionale mi fermo un attimo a riflettere. Spesso la riflessione coincide con la scrittura nel mio caso. Una squadra si serie A che non è quella della mia città (anche perchè il Bari gioca in B) ha pubblicato una mia storia. Ne scriverò altre.
Un’agenzia di viaggi mi chiede di partire per loro. Un ristorante di mangiare e raccontare loro le mie impressioni. Cosa hanno in comune queste tre realtà? Una squadra di calcio, un’agenzia di viaggi e un ristorante? Ve lo dico subito: il calcio, i viaggi e il cibo sono le mie tre passioni. La quarta è la scrittura. Ed è scrivendo con costanza (ed esercitando uno stile) che mi sono guadagnato le attenzioni di chi oggi mi paga per fare ciò che mi piace. E mi sembra anche giusto. Perchè se ti eserciti per fare una cosa al meglio e credi in un obiettivo fai di tutto per realizzarlo. Ho cento libri nell’ebook reader (o come diceva più romanticamente Gianni Togni ho mille libri nel cassetto) e ogni sera mi aggiorno, mi informo, prendo appunti.
Quando rivedo le mie presentazioni e i miei post non sono mai soddisfatto, perché so che lavorando su me stesso posso fare meglio. Ecco perchè credo che le cose non accadano per caso. Quando un paio di anni fa scrivevo su un blog sconosciuto che si chiamava boavida in molti storcevano il naso. Devi andare a lavorare mi dicevano. Avevano ragione, peccato che una multinazionale (a cui devo moltissimo e sono serio) mi aveva gentilmente pregato di andare a casa dopo 12 mesi di stage (esperienza che rifarei mille volte, anche gratis). Qualcosa dovevo pur inventarmi. Mi sono messo a fare quello che mi riusciva meglio: scrivere. D’altronde ha ragione Sebastiano Zanolli quando dice: “Non cercate un lavoro, cercate di risolvere un problema“.
Molti non hanno tempo per scrivere o semplicemente non si sentono a proprio agio quando lo fanno. Perchè allora non risolvere questo problema alla gente? E se posso anche divertirmi che male c’è? E così quest’estate sono stato a San Francisco e tra una lezione di inglese e l’altra ho raccontato il mio viaggio. Credo di averlo fatto abbastanza bene, tant’è che a qualcuno viene in mente questa idea “Ma se ti mando un’altra volta in America, me la racconti?” Of course. Il mio amore per il Bari mi ha portato a scrivere 60 (di 100) puntate di U Bàr iè fort. E così qualche mese più tardi un’associazione di nome Etwoo mi dice “abbiamo tantissimi cimeli sportivi da raccontare, te ne occupi tu?” Ma certo.
E domenica sera ho fatto il mio esordio nel derby della Lanterna. Li ho contati quelli che hanno detto ma dove va questo Etwoo? Chi li compra questi oggetti? Ecco la migliore risposta. E a furia di fotografare pietanze con Instagram ci sta che un ristorante (facciamo due, tre) mi convochi per testare la sua cucina. Ora non fate quelli che pensano “che bella vita” che poi mi portate sfiga anche perchè, tanto per darvi due numeri, vi dico che un buon 70% delle cose che faccio rientra nella categoria investimenti. Lascio a voi la traduzione di questa parola. Il succo del discorso è che ci sono tante opportunità ma bisogna saperle sfruttare. Ed è più semplice farlo se non ci si limita ad eseguire il compitino e si cerca di fare qualcosa che davvero appassiona, che non ha orari, che ci tiene impegnati il sabato e la domenica e durante le ferie. A volte mi sento stronzo a trasmettere ottimismo in un periodo come questo. Non me ne vogliate per questo.
Bibliografia essenziale per scrivere questo post:

Il mestiere di scrivere – Luisa Carrada

100 things every presenter needs – Susan Weinschenk

Instant MBA – 52 Brilliant Ideas

The 4 Hours Workweek – Timothy Ferriss

Guadagnare un’ora al giorno – Michael Happell

Dovresti tornare a guidare il camion Elvis – Sebastiano Zanolli

Scrivere 2.0 – Luca Lorenzetti

Lavoro e carriera con Linkedin – Luca Conti

 

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

21 Comments —

  1. Non sei stronzo e, in un periodo come questo, il tuo ottimismo mi serve. Lo aggiungo al mio e mantecando mantecando sorrido un po’. Sono sul trampolino da troppo tempo e credo sia giunta l’ora. Ho aperto 500 porte con lo scopo di chiudermi alle spalle quella attuale ormai corrosa e malandata. Poi ho sentito dentro che cinquecento chiavi pesavano. Era un bel mazzo. Così ora come ora ho due porte e mezzo e un libro da scrivere (fermo alla prima pagina da un mese). Due di queste sono due mie passioni. La terza lo diventerà. Per la “mezza” sono contento di averti coinvolto.

    Bibliografia essenziale per scrivere questo commento:
    una vita da mediano.

    • Condivido appieno, soprattutto il lavorare la notte e i sabati e la domenica solo per il piacere di fare sempre meglio. Bel post, ciao! Massimo

  2. veramente interessante……leggere storie come queste mi sprona ogni giorno a fare quello che più mi piace, cioè fotografare!

  3. Capito qui per caso e mi ritrovo a respirare il tuo ottimismo per cercare di svegliare il mio, che è abbattuto in un angolo dalle lamentele e dall’impotenza.
    grazie.
    e non è una cosa che dico sinceramente a molti.

  4. Grazie a tutti, di cuore. Ottimismo a parte mi preme sottolineare (come da titolo) che tutto questo ha un prezzo. Vivo da 10 anni lontano dalla mia (meravigliosa) città. Esco di casa alle 8 e spesso rientro a mezzanotte. Ho perso per strada più di un amico perchè ho preferito rimanere a casa a scrivere piuttosto che andare al pub a bere una birra. Ma forse non era un amico vero. Un amico mi capisce. E in fondo va bene così.

  5. Ma tu pensa, ti pagano per scrivere senza che tu conosca la differenza tra l’accento grave e quello acuto. E’ il festival dell’ignoranza, è il mondo di Internet. C’è chi fa milioni scrivendo romanzetti erotici senza arte né parte e chi, come te, si guadagna da vivere scrivendo, senza neppur saperlo fare. Ma del resto scrivi di calcio, per cui i tuoi lettori non si accorgeranno di nulla.

    • Ciao, grazie per la segnalazione. Purtroppo non ho ancora scoperto come cavolo si fa la è maiuscola su wordpress… ma è un mio limite che cercherò di colmare al più presto. Anzi, se mi dici come si fa abbiamo (ho) svoltato. Trasformare il problema in opportunità… grazie Pinco Pallo.

    • Ciao Pinco Pallo. Anche Brera scriveva di calcio. E Hornby. Io
      non sarei neanche degno di nominarli, ma non vedo perché chi scrive
      di sport debba essere ignorante. E poi scusami, ma tu di che ti occupi? Non ti pare eccessivo dare dell’ignorante a qualcuno per un accento grave piuttosto che acuto? E chi ha detto che “faccio i soldi?” Certo ci campo, ma da qui a dire che sono diventato milionario ce ne passa. Comunque bella mail sdfsdf@tuamadre.it da vero professionista. O da fenomeno della tastiera.

  6. Oggi oltre a un lettore del blog ti sei conquistato anche un lettore del tuo libro. Ho visto il tuo B.Trailer e mi ha incuriosito. Poi facci sapere anche cosa ti inventerai per dare visibilità al tuo libro. Credo che in questo settore un po’ stagnante e in crisi come quello editoriale ci siano grandi spazi per inventarsi delle cose o almeno provarci!

  7. Bravo; passione, impegno, umiltà e auto-ironia hanno sempre prodotto ottimi risultati.
    E lascia perdere il ‘softening'(*), sii sempre te stesso. Ciao.

    (*)softening: mi riferisco a quel ‘cazzo’ in url/permalink, diventato ‘corno’ nel titolo. 🙂

    • Ciao Luca, grazie mille per i complimenti. Per quanto riguarda il softening (sapevo cosa significa:) la storia è interessante. Due aziende abbastanza rinomate mi hanno chiesto di far girare il post a patto di “cambiare” la parola cazzo. L’ho fatto perchè mi faceva piacere “parlare” con i dipendenti di queste aziende. Ora, la cosa incredibile è che le aziende e le persone si scandalizzino di un cazzo e non di mille altre cose, ma qui potrebbe aprire un lungo capitolo su cosa è gradito e cosa non è gradito in questo paese e nel sistema aziende…

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