Il tono severo e al tempo stesso incredulo di Gillet mi ha fatto rabbrividire ieri sera. Non pensavo di dover rivivere la sciagurata stagione dell’anno scorso, di dover rivedere tutte le partite per analizzare i comportamenti di alcuni (troppi) giocatori. Invece ieri ho rivisto il video del derby di ritorno contro il Lecce. Minuto 3.35, il Lecce risponde con un contropiede ai finti attacchi del Bari. Arriva un tiro cross da destra. Un cross non completamente innocuo, a dir la verità, ma in area non c’è nessun giocatore del Lecce. E Gillet è di spalle, vede la traiettoria e grida lascia. Ma***llo si catapulta sul pallone e lo accompagna in rete. Il Capitano si stizzisce e impreca, in maniera educata, contro un compagno che ha appena fatto un errore. Attento a non offenderlo. Con quello stesso compagno ha vissuto tre stagioni esaltanti, una promozione fantastica e un campionato di serie A da ricordare. Non gli passa per la testa, a Gillet, che possa trattarsi di qualcosa di più di un errore. Ma***llo fa finta di disperarsi. La sua faccia mostra la rassegnazione. “Andava fuori Andre” è tutto ciò che Gillet riesce a dire. Lo ripete tre volte, prima di raccogliere il pallone dal sacco. Supposizioni. Brutte sensazioni. Mi sono venuti i brividi a pensare che qualcuno abbia giocato con i nostri sentimenti e anche con i nostri soldi (quelli degli abbonati ad esempio, allo stadio e alla TV). Eppure è successo e le sensazioni si trasformano man mano in certezze, con il passare dei giorni. Alla fine saremo noi a pagare. Il Bari verrà retrocesso, forse fallirà e loro dopo 6 mesi di stop torneranno a giocare in cambio di un mucchio di soldi. Tutto questo non è giusto, ma io non voglio che la mia squadra non paghi gli errori commessi. Se c’è da andare a fare la Lega Pro che si vada subito, come ha fatto il Napoli, come ha fatto il Genoa, come ha fatto la Fiorentina. Loro hanno pagato, adesso tocca a noi. Noi tifosi non dobbiamo vergognarci di nulla. Noi non vediamo l’ora di tornare a parlare di calcio, a stringerci attorno ai nostri ragazzi, a dei ragazzi puliti, credibili, che hanno voglia di lottare. In qualsiasi serie. In A come in Eccellenza. Non ne possiamo più di fare i commercialisti, gli avvocati, gli investigatori, i curatori fallimentari. Vogliamo solo fare i tifosi. Andava fuori Andre. Andava fuori. E tu ce l’hai messa dentro. Nel culo.

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Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

3 Comments —

  1. quel giorno feci una cosa che mai mi è capitata in 15 anni di assidua frequentazione del nostro amato San Nicola: a quel (auto)gol di “Mardiello” uscì imprecando e maledicendo tutti al grido di “venduti!Venduti!” tra le facce stupite di chi mi stava accanto che cercava di farmai “rinsavire” spiegandomi:”loro hanno più fame oggi!”……aaaahhhh che brutta sensazione quella di sapere di aver ragione in anticipo….sempre e solo Bari nel cuore…

  2. ma che moralità si difende nel calcio quando squalificano ibrahimovic per un “porco dio” e continuano ad accettare che gli sponsor delle compagnie di scommesse sporchino le divise di calcio.
    Qua non si parla di Bari o di Lecce. Il punto è molto più importante secondo me: sino a che punto accetteremo di “pagare” per delle false emozioni?

    un ex tifoso, ma non del Bari, del calcio in generale.

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