Ricordo la frase di un mio professore “Avete presente il famoso detto Prendila con filosofia? Beh, è una grossa balla”. Lì per lì non capii, eppure negli anni sono arrivato alla conclusione che bisognerebbe sostituire la parola filosofia con il sostantivo leggerezza. Sì, la leggerezza. Lo sostiene anche Calvino:

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore

Io penso che quello della leggerezza sia un concetto applicabile a tutto nella vita. Relazioni, carriera, successi, problemi, delusioni. Se prendessimo la vita con leggerezza non ci accaniremmo contro i nostri limiti ma riusciremmo a superare più facilmente ogni ostacolo, riusciremmo a risultare brillanti. Immaginate cosa può accadere utilizzando una buona dose di leggerezza nei contenuti e nella pubblicità online.
Partiamo dal presupposto che la pubblicità online, pur non essendo ai vertici della fiducia riposta dai consumatori, preceduta dalle raccomandazioni di amici e dai commenti in rete, è in grado di accompagnare il consumatore così da vicino da incentivarlo ad acquistare il prodotto o servizio oggetto dell’adv. Grazie a smartphone e tablet, inoltre, il web advertising si rivela una fonte così flessibile e svincolata da spazio e tempo da essere più performante nelle decisioni di acquisto rispetto ai mezzi considerati più credibili.

Affinché questo avvenga, tuttavia, occorre adoperare un linguaggio che sia accattivante. Nel business, si è tentati di usare le stesse parole che usano tutti, ma risulterete molto più accessibili e coinvolgenti se riuscirete a essere più leggeri. Il rischio non è tanto quello di sconcertare i clienti, quanto di annoiarli.

Se non vi diverte creare contenuti, significa
che li state creando nel modo sbagliato.

Adottare un approccio allegro nei riguardi dei vostri contenuti, e dar prova di possedere una personalità, non significa che non vendiate qualcosa di serissimo o qualcosa che alcuni potrebbero trovare noioso. Un esempio tutto italiano è quello di Conto Arancio: in un settore dove serietà è la parola d’ordine, Ing Direct pubblicizza il suo prodotto con toni freschi, innovativi e rivolti a un nuovo tipo di target. Un altro esempio a mio avviso brillante è Hype, brand di Banca Sella, che ha scelto di far parlare i consumatori trasformandoli in generatori, prima ancora che fruitori, di contenuti. Quella di Hype è una vera e propria community in quanto pone prima di tutto la condivisione di interessi e desideri, poi il prodotto.
Con i mezzi di un tempo era pressappoco impossibile ottenere questi risultati, mentre oggi, grazie ai social media, è possibile svincolare il rapporto tra brand e cliente amplificando la portata di queste iniziative. Viene dunque incentivata la comunicazione tra cliente e cliente, e tra brand e cliente. È bene tenere in mente proprio questa duplice connotazione: non solo l’azienda deve stimolare con operazioni ad hoc le interazioni con il suo target di riferimento, ma deve porre attenzione alle conversazioni esistenti per inserirsi proficuamente in contesti già avviati.

E secondo te la leggerezza è fondamentale per realizzare contenuti di successo?

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Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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