Non avevo mai visto i brasiliani sbagliare quattro rigori su quattro dopo essersi mangiati qualcosa come venti palle gol. Il Paraguay va in semifinale rispoverando il catenaccio, chiudendosi in difesa e affidandosi Justo Villar, poriere incredibile capace di salvare tutto, anche l’impossibile. Che le sorprese fossero il piatto forte di questa Coppa America era apparso chiaro già ieri notte. Prima il sorpendente Perù di Vargas che elimina la Colombia, poi la tragedia (sportiva) argentina, con L’Albiceleste che si fa beffare dall’Uruguay.

Nessuno avrebbe potuto immaginare che Messi e company, padroni di casa, potessero uscire ai quarti; non prima di averli visti pareggiare con la Bolivia e con la Colombia. Poi dal tabellone dei quarti è venuto fuori il nome dell’Uruguay, una squadra che non è più una sorpresa e che sta dimostrando che il terzo posto dei Mondiali non è stato un caso. Quante nazionali possono tenere in panchina Cavani? Quanti attaccanti del livello di Suarez ci sono nel Mondo? E quanti difensori come Lugano? Ma il miracolo è quello del maestro Tabarez, uno degli allenatori più preparati in circolazione, una gran “brava persona”, tanto da essere ritenuto non idoneo al calcio italiano, un calcio dove l’allenatore per essere ritenuto bravo deve essere uno stronzo.

Sono quelli come lui che fanno la differenza. Mentre gli altri assembrano (male) i campioni, lui mette in campo una squadra. L’Uruguay emoziona perchè ha tutto: classe, grinta, carisma, sa soffrire, corre, sude, sbuffa, ha anche un po’ di culo. Ma è un osso durissimo. Così come il Cile che, mentre scrivo, sta cercando di aggirare la difesa dei Vintinto, l’incredibile Venezuela ancora imbattuto e incitato da Chavez tramite twitter (https://twitter.com/#!/chavezcandanga). Non so voi, ma io mi sto divertendo a seguire questa Coppa America nella quale Davide batte Golia, i padroni di casa vengono sbattuti fuori senza favori arbitrali e i brasiliani in 120 minuti più rigori non riescono a metterla dentro una volta contro il Paraguay. E poi mi sto divertendo perchè è la coppa america che se ne sbatte dei luoghi comuni: i padroni di casa vanno in finale, i brasiliani non sbagliano i rigori, le brave persone non sono grandi allenatori. Che belle, certe notti, essere appassionati di pallone.

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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