Mamma, che ne dici di un romantico a Milano? In effetti non è niente male questo ragazzo del 1976, laureato in legge e predestinato ad un futuro da grande allenatore. Al netto delle polemiche arbitrali (parleremo solo di calcio) la copertina è tutta sua. E sì, perchè Andrea Stramaccioni è l’uomo che con la sua Inter ha interrotto l’incredibile serie positiva della Juve nel suo nuovo stadio. Coraggio, intraprendenza e spregiudicatezza sono alla base del suo credo. No, la spensieratezza no. Non dite spensierato ad uno che ha resistito alla tentazione di fare tabula rasa ripartendo da Zanetti e Cambiasso (i più criticati l’anno scorso) e liberando Milito dall’ombra di Pazzini affidandogli in toto le chiavi dell’attacco nerazzurro.

Scelta ribadita dopo la tripletta di Pazzini al Bologna, quando Strama disse “Ho puntato tutto su Diego Milito e sono convinto della mia scelta“. Parlategli adesso di un vice. Il problema è di chi non ce l’ha, un Milito. Proprio sul gruppo storico, sulla stirpe aurea nerazzurra, che Stramaccioni ha puntato anche prima della partita con la Juve. “Loro hanno vinto tutto, più dei giocatori della Juve. Sanno benissimo cosa fare“. E così il giovane allenatore si presenta a Torino con 3 punte, va sotto, ma non si lascia andare alle tipiche crisi di panico nerazzurre. Nessun sospetto di complotto, niente manette e quella incredibile tranquillità trasmessa ai giocatori. Giocare signori, giocare. Neanche Gigi Simoni, con il suo proverbiale aplomb, c’era riuscito. E la sua squadra, giocando, ha ribaltato il risultato. Indovinate con chi? Con Milito. E non solo.

Curioso che si parli così tanto del tridente quando l’Inter ha segnato il gol del vantaggio mentre in campo c’erano due punte (era uscito Cassano, stavolta inconsistente) e lo ha leggittimato quando ce n’era una sola (era uscito Milito). Non sempre nel calcio fa più gol chi ha più attaccanti. Tanto più se si chiamano Giovinco e Bentder. Onestamente la squadra campione d’Italia merita di meglio. Curioso anche che tifosi e giornalisti esaltino ora il 3-4-3 di Stramaccioni quando per lo stesso motivo Gasperini, circa un anno fa, rischiò la crocifissione. A lui fu imposto Sneijder (che succede quando torna?), non fu comprato Palacio e, al posto dell’incredibile argentino, arrivò la punta più indisciplianta del mondo: Mauro Zarate. Ma l’idea, se proprio lo volete sapere, era la stessa. Peccato che il Gasp, oggi a Palermo (ancora per molto?) mancò di elasticità e forse di un pizzico di umiltà. Quella che ha permesso a quel romantico di Stramaccioni di conquistare i cuori nerazzurri. La domenica calcistica dice poco altro. Conferma che il Napoli rischia di perdere un altro anno.

Non solo per l’errore di Aronica, un fedelissimo di Mazzarri. L’autogol più clamoroso, a mio parere, lo fa lo stesso Mister ad annunciare il suo prossimo anno sabbatico con 9 mesi di anticipo. Il Toro ringrazia e pareggia. Non se la passa benissimo neanche Ferrara. Come avevo detto quando le cose alla sua Samp andavano benone, non è la prima volta che le sue squadre partono a razzo e proseguono a cazzo. Urge una riflessione. Si cappotta la Lazio a Catania (bravo Maran!), risorge la Roma che conquista la leadership dei gol segnati. Almeno Zeman resta coerente con se stesso. Vola invece la Fiorentina dell’areoplanino Montella che si candida al ruolo di sorpresa del campionato. A qualcuno, a Roma, staranno fischiando le orecchie. Montella e Stramaccioni allenavano i giovanissimi e gli allievi giallorossi. Qualcuno li ha lasciati andare via con troppa leggerezza per inseguire allenatori esotici che parlavano di progetti come fossero architetti.

E adesso pare che andrà via da Roma anche Bruno Conti, uno che ha scoperto e lanciato alcuni dei giovani più interessanti del calcio italiano. In settimana tornano le coppe. Urge vincere. La Juve ha la grossa occasione di riprendere la sua marcia (a proposito, bellissimo l’applauso dello Juventus Stadium dopo la prima sconfitta), il Milan deve battere il Malaga per dare continuità ai 5 gol segnati al Chievo. Non siamo al dentro o fuori, ma quasi. Chiudo con un pensiero per Stroppa, tecnico del Pescara. La sua squadra batte il Parma e si porta a 11 punti. Un piccolo miracolo. Eppure lui è in dubbio e rischia seriamente l’esonero. Cos’altro dovrebbe fare Giovannino? Travestirsi da Zeman? E soprattutto, mamma che ne pensi di un romantico a Pescara?

 

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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