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Domani No e l’amico in più: intervista a Roberto Tallei (Sky Tg24)

Roberto Tallei è un giornalista di Sky Tg24, oggi nella redazione che si occupa di politica.

Età: 35. Base a: Roma, ma quando posso torno nelle Marche. Blog/Sito: non ho più un blog da molti anni, soppiantato da Facebook e Twitter. (fonte Pandemia.info)

Ha letto Domani No e a quanto pare gli è piaciuto. Orgoglioso di ciò, ho deciso di intervistarlo e di chiedergli come mai. Ah, ho scoperto che ha fatto anche il Dj.

Cristiano: Ciao Roberto, siccome ho sempre difficoltà a spiegare di che parla Domani No (sarà perché l’ho scritto), me lo diresti tu da giornalista? Di che parla questo romanzo? E perché vale la pena, se vale la pena, leggerlo.

Roberto: credo sia sempre difficile riassumere la trama di un libro senza banalizzarla. E’ una storia, una bella storia, azzarderei quasi un romanzo di formazione. Un ragazzo, una passione, due o tre amori, qualche amico, molti viaggi, diverse difficoltà, un sogno da realizzare e una scelta da fare. Perché vale la pena leggerlo? Perché è come avere un amico in più.

Cristiano: il tuo rapporto con la musica. Immagina di poter portare con te in viaggio solo 5 canzoni.
Anche se scarso a suonare e a cantare, ho iniziato quindicenne a lavorare come dj e speaker radiofonico e sono andato avanti per quasi dieci anni. Quindi ho un legame strettissimo con la musica. Mi piace un po’ tutta e faccio fatica a indicare un genere specifico. Se dovessi portarmi dietro solo cinque brani sarebbe davvero difficile scegliere.

Tra le canzoni più suonate sul mio iPod ci sono comunque Get lucky dei Daft punk, Enjoy the silence dei Depeche Mode, Missing degli Everything but the girl, Troppo buono di Tiziano Ferro e Paint it black dei Rolling Stones.

Cristiano: 360 pagine e non sentirle. O sì: insomma, questo romanzo scorre bene? Quanto tempo hai impiegato per leggerlo?

Roberto: visto che l’ho letto in formato ebook scopro solo ora che le pagine erano 360. L’ho letto in una settimana, il che – in periodi non di vacanza, dunque con meno tempo a disposizione – per me significa averlo divorato. Quindi direi sì, scorre più che bene.
Cristiano: Ernesto o Boavida? Quello che siamo o come ci vede la gente? Nella prima parte del romanzo hai mai avuto la tentazione di prendere a pugni Boavida per le sue scelte?
Roberto: credo per la verità che più o meno siamo proprio come la gente ci vede, anche se cerchiamo di dare impressioni diverse. Anche Boavida alla fine è esattamente una fase di Ernesto. Poi, è vero, a volte si cambia ma è difficile scrollarsi di dosso certe immagini che ci siamo cuciti addosso, il frutto di tutta una serie di scelte e a volte di errori. Ma sbagliare può essere anche il bello del gioco.

Cristiano: se dovessi parlare delle tre figure femminili del romanzo (Maria, Blerina, Rossella) come le descriveresti? E con chi di loro usciresti una sera?

Roberto: direi, in modo riduttivo, rispettivamente la fidanzata, l’amante e la moglie. Mi ha sicuramente intrigato di più la figura di Blerina e la sua storia. Anche se nella mia testa Maria l’ho immaginata molto più affascinante.

Cristiano: sono riuscito a farti odiare qualche personaggio di questo romanzo? O qualche situazione?

Roberto: certo alcuni personaggi dell’industria discografica tirano fuori nel romanzo tutto il loro peggio. Peraltro credo siano piuttosto verosimili a tutto il sistema dello show business.

Cristiano: Bari e le Escort: nel romanzo si descrive l’ascesa di Giampi dai banchi di scuola alla cronaca. Quando hai capito che si trattava di lui? E perché, secondo te, descrivendo il libro tutti parlano di musica, di amore e di amicizia e tutti saltano questo passaggio?

Roberto: L’avevo nasato un po’ subito, il personaggio calcava a pennello e con il mestiere che faccio quei fatti di cronaca li avevo ben presenti. Ma non mi stupisco se dici che i lettori ricordano di più altri passi. Perché alla fine il protagonista è un altro. E soprattutto perché quello italiano è un popolo con la memoria molto corta.

Cristiano: allora, la facciamo questa presentazione a Roma?

Roberto: ti aspetto!

Cristiano: in conclusione, consiglieresti Domani no?

Roberto: leggetelo oggi, domani no.
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La mia dieta informativa tra audiobook, libri e Sky Tg24 – Pandemia.info

Facebook, Twitter, Linkedin: molte informazioni, ma quanto valore aggiunto? Davvero è arrivato il momento di mettersi “a dieta”? No ho parlato con Luca Conti in un’intervista. Che coinvolgerà anche altri social addicted come il sottoscritto. Ve le ripropongo, tratta dal blog di Luca Pandemia.info

Cristiano Carriero scrive per lavoro e per piacere. Il suo ultimo romanzo, Domani no, è da poco uscito in libreria.

Età: 33
Base a: Jesi (AN)
Blog/Sito: cristianocarriero.me / cristianocarriero.it

Quali sono le prime informazioni di cui ti nutri al mattino?

Mentre mi vesto accendo sky tg24, poi una volta terminato do una prima occhiata allo smartphone. Controllo soprattutto se ci sono notifiche su
Twitter e facebook. Per Linkedin aspetto di arrivare in ufficio. Se ho nuove mail da leggere apro solo quelle personali legate al mio account gmail.
Ho disattivato le notifiche di quello aziendale per evitare ansie mattutine e restare concentrato sui miei obiettivi quotidiani (me ne do 5 la sera prima).
Lo attivo solo se so che quel giorno non andrò in ufficio. Altrimenti una mail può aspettare le 9.

Leggi, guardi, ascolti notizie mentre fai colazione?

Durante la colazione preferisco ascoltare il Tg, quello di sky è il mio preferito. Se vado…

La dieta informativa di Cristiano Carriero tra audiobook, libri e Sky Tg24 – Pandemia.info.

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Autopsia di Domani No (di Gianluigi Bodi)

La cosa bella delle recensioni, è che ognuno può vedere un libro a modo suo. Quello di Gianluigi Bodi è molto diretto, sincero, tagliente. Come Domani No. Mi è piaciuto il suo approccio, soprattutto quando dice “Non è che non abbia cercato in tutti i modi di demolire Domani no, vi assicuro che c’ho provato. Mi ero prefisso come scopo di fargli le pulci, di fargli una bella autopsia, scoprire la causa della morte e poi lasciare il cadavere lì sul tavolo autoptico. E vi confesso che all’inizio un po’ mi sembrava che le cose per me fossero facili. Infatti, le prime due pagine del libro non mi sono piaciute…

Ma alla fine Gianluigi ha toccato dei tasti a cui neanche io avevo pensato, e la sua recensione offre tantissimi spunti interessanti:

Ci sono delle cose che danno da pensare. Ad esempio, perché alcuni libri trovano lo sbocco di grandi editori e grandi distribuzioni ed altri si devono inventare percorsi più tortuosi, infilandosi in pertugi stretti e polverosi solo per riuscire ad arrivare ad una manciata di lettori fortunati. Esatto, lettori fortunati perché gli altri in questo caso dovrebbero fare il conto con il proprio Karma che evidentemente non li sta favorendo.

Questo pensiero mi è sbocciato in testa quando ho iniziato a leggere “Domani no” di Cristiano Carriero. Vi lascio il tempo di Googlare il suo nome perché se lo conoscete o siete lui in persona oppure un parente stretto. Carriero fa altro nella vita, ma nella letteratura ci sta a pennello. Per cui, se vi state chiedendo se questa sia una recensione positiva o negativa sappiate che siamo decisamente inclinati verso il positivo e quindi  consiglio agli amanti delle critiche feroci spezza reni di smettere di leggere a partire da questo punto.

Non è che non abbia cercato in tutti i modi di demolire “Domani no”, vi assicuro che c’ho provato. Mi ero prefisso come scopo di fargli le pulci, di fargli una bella autopsia, scoprire la causa della morte e poi lasciare il cadavere lì sul tavolo autoptico. E vi confesso che all’inizio un po’ mi sembrava che le cose per me fossero facili. Infatti, le prime due pagine del libro non mi sono piaciute. Ho pensato: ecco un altro che vuole raccontare la storia di un personaggio che si crede fico, anzi ecco la storia di uno scrittore che ha scritto di uno che si crede fico credendolo fico. Poi però il libro vero è iniziato e ci troviamo davanti alla storia di Ernesto Celi, per un po’ in arte Boavida, e del suo sogno di sfondare come cantante.

Se l’espressione non fosse terribilmente abusata vi direi che si tratta di un romanzo di formazione, ma non sarebbe una definizione del tutto corretta. “Domani no” parla delle cadute e delle risalite di Ernesto, ma c’è dell’altro, parla di come si può sentire un giovane che vive nell’Italia dalla fine degli anni 90 ad oggi. Sullo sfondo, ma ben in rilievo, c’è la politica, la situazione disastrosa in cui vessa il paese in cui viviamo, ma soprattutto io ho percepito la rabbia, la disillusione, l’arroganza, la speranza nei proprio sogni, il dover affrontare la vita adulta, lo scontro con l’autorità e molto altro.  C’è un distillato dell’adolescenza e altro ancora. Amore, amicizia, sesso (e ora che vi ho parlato del sesso tutti a comprare il libro).

“Domani no” mi ha fatto riprovare emozioni che erano ormai sopite. Mi ha fatto ricordare di quale meraviglioso e folle periodo sia l’adolescenza, un periodo in cui ci si nutre di sogni che poi però in pochi sono in grado di realizzare. Ho ritrovato in questo libro la freschezza della scrittura del Nick Hornby di “Alta Fedeltà” e pur sapendo di espormi parecchio con questa affermazione non me ne pento. C’è, nel modo di scrivere di Carriero una capacità di arrivare dritto al lettore in maniera sincera, direi quasi pura. Una capacità di raccontare una storia ed esporre i fatti in uno sviluppo coerente.
È’ per questo che gli si possono perdonare… (continua a leggere!)

 

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Chi legge, chi recensisce, chi vince. Domani no. (Sold out)

Innanzi tutto grazie a tutti: in meno di 24 ore sono stato subissato (si dice così?) di richieste di ebook.

E quindi mi sembra opportuno fare un elenco delle Persone che si sono offerte di leggere Domani No e fare una recensione su Amazon.

Una di queste porterà anche a casa un Kindle Fire. Come? Non fatemi ripetere sempre le cose:)

By the way, ho avuto più di 15 richieste, quasi in contemporanea. Quindi, poiché sono scaramantico, e 16 mi pareva brutto, sono arrivato a 17. Eccoli:

Mirko Cafaro

Alessandra Scomparin

Stefano Dazzan

Gianluigi Bodi

Roberto Saponi

Francesca Cerutti

Silvia Soave

Diego Bonfranceschi

Africa Banos

Maurizio Cieri

Monica D’Alessio

Arianna Giordanella

Nicola Difrancesco

Marta Pizzolato

Chiara Palmieri

Marco Contigiani

Michela Vomiero

Che altro dire? In bocca a lupo? Buona lettura? Buona recensione? Ah già… grazie a tutti. 

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Social Saturday, con Fior di Risorse

  1. La giornata di Fior di Risorse attraverso i miei tweet e quelli degli altri partecipanti. Buono Storytelling, grazie all’hashtag #MusterFdR!
  2. Mi sveglio alle 5.30. Bestemmio un po’, mi vesto, e mi accorgo che fuori è ancora buio. Ma la giornata è una di quelle che vale la pena di essere vissute intensamente. L’appuntamento con Fabrizio Pieralisi è alle 6.20. Puntuali come due arbitri, alle 6.30 siamo già partiti in direzione Firenze.
  3. Partenza da Jesi con @pieralisi: notare l’orario. Direzione @BassilichiSpA #MusterFdr http://pic.twitter.com/TcdXr5mf03
  4. Tre ore dopo siamo a Firenze, pronti per iniziare. Luigi Centenaro ci parla di Personal Branding.
  5. RT @criboavida: In azienda l’ascensore si è rotto. #personalbranding #MusterFdr @LuigiCentenaro http://pic.twitter.com/JgJf2qA3UO
  6. Personal Branding, per Luigi, è anche riconoscere che in azienda l’ascensore si è rotto. Per andare avanti bisogna far emergere le proprie competenze. Come ha fatto Damte con il suo video:
  7. Anche fuori dall’aula del Muster, in Bassilichi, c’è gente che commenta ciò che sta succedendo.
  8. La cosa bella del Muster Fior di Risorse è che, grazie alla partecipazione attiva degli iscritti sui social network, chiunque viene chiamato in causa può partecipare! Ecco lo scambio di tweet tra me e Damiano Tescaro (che ci strappa anche la promessa di partecipare a qualche evento!)
  9. RT @criboavida: Solo al Muster @FiordiRisorse si fa networking in real time! #MusterFdr http://pic.twitter.com/kMOmFaFpYo @damte ti aspettiamo!
  10. Luigi Centenaro si sofferma su Google Plus: un social ancora poco utilizzato in Italia. Ci spiega perché iniziare a prendere confidenza con il mezzo.
  11. Google è il nuovo google @LuigiCentenaro come i bambini lo ho richiesto, avuto ed ora è la insieme agli altri giocattoli #MusterFdR
  12. La risposta migliore alla domanda “Perché iscriversi a Google Plus” la da il nipotino di Luigi:
  13. “@criboavida: Nuove generazioni: “Perché sei su Google Plus?” “Boh, me l’ha chiesto Google”. #MusterFdr” ->risposta lemure vero @paperpin_ ?
  14. Ovviamente abbiamo anche qualche risposta più seria…
  15. @FiordiRisorse “fare business con i social”: Google seguira’ e creera’ la reputazione del singolo! @BassilichiSpA
    #MUSTerFdR
  16. Io resto nascosto nell’ombra. I ragazzi di Bassilichi mi guardano: “ma questo come fa a twittare in continuazione?“. Semplice, mi sono portato il caricabatterie.
  17. @criboavida #TT al #MUSTerFdR http://pic.twitter.com/Y0XPfLHKim
  18. Nel frattempo Luigi ci dice, chiaro e tondo, che il Personal Branding, secondo il Wall Street Journal, è una delle 4 competenze fondamentali per lavorare nel 2013.
  19. Da buon giornalista Luca Conti conferma la tesi linkando e condividendo in real time l’articolo originale.
  20. Ok, tutti fanno Personal Branding. Tutti vogliono visibilità. Ma da cosa dobbiamo partire? Un bel tweet di Pieralisi ci spiega che prima di chiedere visibilità bisognerebbe guardare dentro l’azienda.
  21. Cliente “Voglio 1000 follower!” @LuigiCentenaro “Ma te li meriti?” #musterfdr ci meritiamo la visibilita che desideriamo?
  22. Osvaldo Danzi riprende l’evento. A quando la diretta televisiva per giornate come questa?
  23. A lezione da @LuigiCentenaro! #MusterFdr @FiordiRisorse TV:) http://pic.twitter.com/QF0S3cdLzm
  24. Poi va sul pratico e ci invita a scrivere tre motivi per i quali un cliente o un datore di lavoro ci hanno scelto in passato. Provate a scriverli adesso, poi proseguite con la lettura!
  25. Sapreste scrivere tre motivi per i quali un cliente o un datore di lavoro vi hanno scelto in passato? #MusterFdr #personalbranding
  26. Arriva il momento di un dato molto interessante. “Not in a job” vuol dire fuori dall’ufficio, senza un orario stabilito, senza budge, ma con moltissime responsabilità e una diversa concezione del tempo libero.
  27. Il 50% dei lavoratori USA nel 2020 sarà “not in a job” secondo Forbes. @LuigiCentenaro #personalbranding #MusterFdr
  28. Sapete di cosa (e di chi) parliamo quando usiamo il termine Brandprenour?
  29. Sapete di cosa parliamo quando usiamo il termine #Brandprenour? #MusterFdr @LuigiCentenaro http://pic.twitter.com/lpo9XwQkqW
  30. Personal Branding vuol dire anche non giocarsi tutto esclusivamente al colloquio di lavoro. Quando far emergere la nostra unicità è davvero difficile.
  31. Personal Branding è non finire così! (Non giocarsi tutto davanti al grande pinguino) #MusterFdr Cc @LuigiCentenaro http://pic.twitter.com/DXdlMEC3nD
  32. E’ sbagliato pensare che la possibilità di assunzione si giochi tutta al momento del colloquio #PersonalBranding #MusterFdr @LuigiCentenaro
  33. Intanto si fanno esempi di chi è stato bravo a costruirsi un proprio Personal Branding. Valentina viene chiamata in causa dalle slide di Luigi e, ovviamente inizia ad interagire con noi.
  34. @Valefalci : Mettiti in contatto con @lulubrozzetti a Perugia! ti vogliamo ad uno dei nostri incontri! #MUSTerFdR
  35. Dopo svariati esempi, personali e aziendali, arriva il momento dell’ironia. Comunicare di essere i numeri uno è impresa complicata, ma non per tutti:
  36. Essere numeri uno. Personal Branding #MusterFdr http://pic.twitter.com/vw0YH9H3jl
  37. Certo non esiste un segreto per farsi seguire, ma qualche prezioso consiglio sì. Avete mai pensato ad analizzare chi segue ad esempio i vostri concorrenti?
  38. Chi segue i vostri competitor? Ci sarà qualcuno che potrebbe essere interessato anche ai vostri servizi! #MusterFdr @LuigiCentenaro
  39. Break! (che dalle nostre parti fa rima con Networking)
  40. Terminato l’ottimo intervento di @luigicentenaro è l’ora di un piccolo break al #MUSTerFdR
  41. Nel frattempo Silvia scrive che sta apprezzando il live tweetting!
  42. Dopo la pausa Luca Carbonelli ci racconta la bella storia della sua azienda. Una piccola azienda B2B che decide di investire sull’e-commerce e sui Social.
  43. Adesso ascoltiamo il caso di @lucacarbonelli @caffecarbonelli. I Social per il B2B! Follow #MusterFdr http://pic.twitter.com/MV6Z0s1Iem
  44. @LucaCarbonelli ci racconta come è possibile fare business con l’ecommerce. Anche se sei piccolo, puoi diventare “un caso” #MusterFdr
  45. @Faust2611: @FiordiRisorse “business con i social” Luca Carbonelli: la R-Innovazione della tradizione! @BassilichiSpA
    #MUSTerFdR
  46. Interessantissima la parte relativa al Couponing…
  47. Secondo @caffecarbonelli il couponing non ti tira fuori dalla crisi, ti seppellisce. Cosa ne pensate? #MusterFdr http://pic.twitter.com/7PfiUjepPn
  48. Caffè Carbonelli intuisce (e mette in partica) che il feedback è la vera anima dell’e-commerce. Il fatturato gli dà ragione.
  49. La pubblicità era l’anima del commercio, oggi il #feedback e’ l’anima dell’#e-commerce #MusterFdr @CaffeCarbonelli
  50. Nel frattempo qualcuno, leggendo l’hashtag #MusterFdr in TT mi fa delle domande:
  51. @criboavida ah ok firenze é abbastanza lontana per non disperarmi per essere assente 😀
  52. Lo stesso Luca Conti, che interverrà nel pomeriggio, supporta l’idea de “Il salotto del caffè”
  53. Il salotto del caffè è l’idea di corporate blog aperto proposta da @caffecarbonelli a #musterfdr ilsalottodelcaffe.it/
  54. Luca continua a spiegarci l’ascesa della sua azienda, poi ringrazia. Siamo felici che si sia trovato bene.
  55. complimenti davvero @fiordirisorse per il Concept del #MUSTerFdR. Contenuti di valore portati direttamente in azienda. Formazione in primis
  56. Leonardo Bassilichi, AD dell’azienda che ci ospita, dopo aver indossato la felpa Fior di Risorse, ci spiega perchè è particolarmente orgoglioso di aver ospitato questa giornata a casa sua.
  57. @LBassilichi: “indosso la felpa perché sono qui per continuare a migliorare” #MUSTerFdR http://instagr.am/p/WWvL8eSBNv/ @LuigiCentenaro @lucaconti
  58. Anche il pranzo non poteva che essere social. Bassilichi Spa ha capito perfettamente che ogni momento è buono per conoscere persone e stabilire relazioni.
  59. Al #musterfdr c’è il #cestino: irrinunciabile momento #cinecitta in @bassilichispa http://instagr.am/p/WW1sAiNiQ-/
  60. @Valefalci é il social lunch del #MusterFdr ! http://pic.twitter.com/wMUdMH7V5x
  61. Qualcuno approfitta per fare foto. Bella l’idea di Bassilichi di stampare una pagina Facebook interattiva!
  62. RT @criboavida: Il meglio del Social oggi in @BassilichiSpA: @pandemia @LuigiCentenaro @lucacarbonelli #MusterFdr http://pic.twitter.com/0Of8K1Msxq
  63. Si riprendono i lavori con la case study di Bassilichi. Armando Casale ci racconta che tutto iniziò con un sms di Leonardo Bassilichi.
  64. Armando Casale: quando come e perché la svolta Social di #BassilichiSpa @MusterFdr @LBassilichi http://pic.twitter.com/i1XqlDGn1D
  65. La #socialstrategy @BassilichiSpA è nata da un’idea di @LBassilichi e dalla volontà di creare nuovi flussi tra interno e esterno #MUSTerFdR
  66. Dall’idea alla realizzazione è passato meno di un anno. Oggi Bassilichi, azienda B2B è presente su tutti i social e può contare su una Intranet “sociale” e professionale.
  67. Non la solita Intranet. @BassilichiSpA usa il SocialBusiness per la sua comunicazione interna! #MusterFdr http://pic.twitter.com/OcbOaV54jY @agilissimo
  68. A tal proposito mi viene in mente una riflessione… (odio le mail fuori luogo)
  69. Quante mail in meno e quanta qualità in più con un Social network interno solo per il Business? @BassilichiSpA #MusterFdr
  70. Più di qualcuno si complimenta con l’Azienda:
  71. Nel frattempo, dal treno, Luigi Centenaro ci saluta con un tweet!
  72. Ciao a tutti i partecipanti del #MusterFdr! Dal treno vi ricordo così, che ridete per #harvey 🙂 http://pic.twitter.com/FDo3iSQgff
  73. La giornata si chiude con Luca Conti, aka Pandemia. Si parla di blog e social network e Luca ci fornisce alcuni preziosi consigli. Vediamone alcuni:
  74. RT “@criboavida: Perché avere in blog? Per avere uno strumento indipendente dal ciclo di vita dei Social, ad esempio. #MusterFdr @pandemia
  75. Entrare in relazione con il mio pubblico è l’aspetto chiave nei social web grazie al feedback spontaneo: focus group vero e serio #Musterfdr
  76. @pandemia Online/offline ci si comporta alla stessa maniera ma con modi e tempi differenti Socialmedia come strumenti x relazioni #MUSTerFdR
  77. se il #social nn entra nel #dna dell’azienda difficilmente i risultati sono tangibili.Serve una #redazione distribuita #MUSTerFdR @pandemia
  78. L’importante è farsi sempre le domande giuste…
  79. “Per sapere cosa fare con i social media bisogna farsi le domande giuste #Musterfdr http://pic.twitter.com/8xUVQ8RwZ9″@Stefaniadente83
  80. E naturalmente sapere quali sono le risposte da dare!
  81. Alcuni consigli di @pandemia per il Social Business. #MusterFdr http://pic.twitter.com/5jKprv7031
  82. Ma quanto tempo bisogna dedicare alla cura di contenuti originali?
  83. la cura dei contenuti non dovrebbe esser inferiore a 1/3 o la metà dei contenuti originali. Così c’è scambio di conoscenze #MUSTerFdR
  84. Un dato su tutti emerge:
  85. Negli ultimi 3 anni sono stati prodotti, in rete, più contenuti di quelli pubblicati precedentemente dall’umanità. #MusterFdr @pandemia
  86. Ma investire sui sui social ha poco senso se…
  87. Inutile investire sui Social se non si investe in networking. A tal proposito… @pandemia @FiordiRisorse cristianocarriero.me/2013/0… #MusterFdr
  88. Luca, da buon networker suggerisce persone da seguire! Adesso ci sono tutti davvero!
  89. Grazie anche @stebacs “@Lulubrozzetti: @vincos Si fa il tuo nome al #Musterfdr su Social media marketing con @pandemia
  90. Non scrivete sempre, non ce n’è bisogno! Lo dice anche Pandemia.
  91. Scrivere quando avete davvero qualcosa da scrivere, citare gli altri quando hanno da dire qualcosa di più interessante di voi. #MusterFdr
  92. La giornata si chiude ma il live tweet continua, anche a distanza di 24 ore. Grazie a Bassilichi per averci ospitato, a Fior di Risorse per l’organizzazione a Luca, Luigi e Luca per la partecipazione! Ah… prima c’è l’ultimo consiglio di Luca!
  93. E infine… L’ultimo consiglio. Il più importante di @pandemia. #MusterFdr http://pic.twitter.com/JvoBfJEBYi
  94. E infine i saluti (graditissimi) dell’Azienda ospitante!
  95. La giornata, ricchissima di spunti e di belle storie, è scivolata via veloce e siamo così ai saluti finali #MUSTerFdR
  96. Grazie a tutti coloro che si sono lasciati contagiare dalla febbre di un sabato #social! #MUSTerFdR @FiordiRisorse Continuate a seguirci!
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#BrandPeople – un pomeriggio in Loccioni

  1. Fabrizio Pieralisi, recruiter Loccioni, mi ha proposto di raccontare la mia esperienza personale in Azienda. Anzi, in Impresa. Ho imparato che in Loccioni preferiscono che si dica così. Esattamente come preferiscono la parola “collaboratori” a “dipendenti”, ma questa cosa non ha dovuto ripetermela due volte. La penso come loro anche io. E comunque mi dice “Parlaci della tua esperienza“.

    Dentro di me penso “Sì, ma a chi può interessare?
  2. Con @criboavida per parlare di #personalbranding #Brandpeople http://instagr.am/p/V68DyUyBV6/
  3. Scopro immediatamente di aver torto. Una storia nella quale “l’eroe” (è un termine tecnico, non prendetemi troppo sul serio) lotta, inciampa, cade e si rialza decidendo di puntare tutto sulle proprie passioni e sulle capacità che gli altri gli riconoscono, può essere interessante per tutti. Soprattutto se questi ha l’umiltà di partire da un assunto fondamentale. Mi si può rimproverare tutto ma non la capacità di autocritica. E perciò, davanti a alla platea, l’ho detto:

    Durante la mia esperienza in azienda ho fallito perché mi sono limitato a fare il mio dovere. Niente di più. Anche io non mi sarei confermato“.
    Mi sono tolto un peso, a distanza di qualche anno. In un contesto d’impresa. Cari amici dell’Indesit, non ho mai pensato ad un complotto, sappiatelo. Se non sono stato confermato è stato solo per demerito mio.
  4. #Brandpeople è l’hastag per l’incontro con @criboavida http://pic.twitter.com/Bs3GWqbD
  5. Ho iniziato a raccontare la mia esperienza partendo da un fallimento: la mia avventura in Azienda si era conclusa e io dovevo rimettermi in gioco. Da cosa (ri)comincio? Massimo Troisi (ieri avrebbe compiuto 60 anni) suggeriva di ricominciare da 3.

    Tre cose buone le ho fatte nella vita, perché dovrei ricominciare da zero?
    Aveva ragione lui. Sono entrato in Agenzia, per occuparmi di accounting e pian piano ho iniziato ad assecondare la mia vera passione: la scrittura. Assecondare ed esercitare, provare, sporcarsi le mani e apprendere. Apro un blog e inizio a scrivere. Nessuno lo legge. Cerco una nicchia, la trovo, poi ne cerco altre. Insomma funziona. Una passione può diventare anche un lavoro. Una persona, un freelance, un collaboratre, lavorando duro (oltre 190 post scritti e molti libri letti) può diventare un Brand, nel suo piccolo.
  6. Ho iniziato a investire qualcosa (tempo soprattutto) su me stesso. Visto che ci sono questi meravigliosi Social Network, perché non usarli per un lavoro di Personal Branding? Ma cos’è il Personal Branding? Per quanto mi riguarda vi riporto la definizione di Luigi Centenaro, autore dell’omonimo libro. Definizione ripresa da Loccioni People in un tweet.
  7. #personalbranding è la scienza della prima impressione, la ragione per cui un datore di #lavoro o un #cliente ci sceglie #Brandpeople
  8. Dopo un’iniziale empasse mi accorgo che anche il pubblico inizia a partecipare, a twittare (ah, che parola soave), a condividere esperienze e sensazioni. Racconto come ho iniziato a collaborare con i ragazzi di Etwoo, come siamo arrivati, insieme, a lavorare con due squadre di serie A, la Sampdoria e il Bologna, partendo da una passione: lo storytelling sportivo.
  9. Rapidamente (un’ora è un tempo davvero troppo piccolo quando ci si diverte!) inizio a parlare della funzione della scrittura in azienda. Non parliamo solo di blog, brochure e portali. Sapete quante mail e messaggi vengono inviati ogni giorni in Italia? Oltre 400 mila. Alcuni rapporti con Clienti (quelli che ci pagano lo stipendio) e fornitori avvengono solo in forma epistolare.

    Possiamo davvero considerare la scrittura una competenza secondaria?
    Approfondisco l’importanza di comunicare con delle Persone, il tono da utilizzare, la nuova frontiera dello Storytelling. Casualmente indosso la stessa polo che ho sullo sfondo Twitter e nelle foto del profilo dei social. Sarà mica un espediente di Personal Branding? (Se è così, fatemi curare)
  10. RT @loccionipeople: oggi #leadership significa andare d’accordo con le persone e metterle in #relazione. Noi ci proviamo @criboavida http://pic.twitter.com/bD2AC9lF
  11. Passo ai suggerimenti pratici per creare una presenza coerente sui Social: identificare le proprie passioni, lavorare sui punti di debolezza e soprattutto… domandare!
  12. Quale competenza vi viene in mente se pensate a me? Me lo chiede @criboavida #BRANDPEOPLE
  13. Qualcuno mi chiede dove trovo il tempo per svolgere tutte queste attività online. Gli rispondo che non avrebbe alcun senso senza quella offline. Convegni, incontri, chiacchierate, eventi, corsi di formazione. Cerco di spiegare insomma che il vero segreto è la presenza ALL LINE. Ergo, ci vuole il doppio del tempo. Ma è sempre meglio che passarlo davanti alla televisione.
  14. Solo in questa maniera è possibile dare un senso alla propria presenza in rete. Solo così la gente si ricorderà di te anche su Twitter o su Facebook. Per far capire che non sto dicendo cose campate per aria racconto questo caso. E lancio una provocazione: se poteste scegliere i vostri amici tra 11 milioni di persone, scegliereste gli stessi con i quali andate a fare la pizza il sabato sera?
  15. sfruttare i social per conoscere gente nuova e interessante…un #hobby da copiare a @criboavida!
  16. Dedichiamo gli ultimi 20 minuti alle domande e alle curiosità. La più bella è “perchè ti chiami Criboavida su Twitter?”

    Ne approfitto per pentirmene amaramente, non prima di una marchetta sul mio prossimo romanzo.

    Non lo cambio perché il protagonista di Domani No si chiama così“.
    I collaboratori di Loccioni apprezzano, non guardano l’orologio, anzi continuano a fare domande. Alla fine mi regalano più di un complimento.
  17. #brandpeople @criboavida troppo giusta anche la polo!anche se x soli 20 minuti,anche se nn vieni da bolzano! Grazie Cristiano!
  18. Alla prossima e grazie di tutto!
  19. Anche questa è fatta. Qualche pillola l’abbiamo data:) #Loccioni #brandpeople http://pic.twitter.com/xFgPcSQb
by cristianocarriero cristianocarriero 2 commenti

Intervista semiseria a me stesso su Domani No

Da piccolo volevo fare il giornalista. Mi è sempre piaciuto di più fare le domande che dare le risposte. Per questo, e per farvi venire voglia di leggere Domani No, ho deciso (anche se non mi avete chiesto nulla) di rispondere ad alcune domande che mi sono, ovviamente, fatto da solo. Magari può essere uno spunto per qualche giornalista/recensore. Buon divertimento.

Domani No è un libro autobiografico?

Assolutamente no. Questa volta non mi fregate. Ho provato a convincervi che neanche Ci sono notti che non accadono mai lo era, ma non ci sono riuscito. L’agenzia di pubblicità, il copy, la tesi, l’amore, il Bari… non ce l’ho fatta. Stavolta è la storia di un cantante famoso. Ergo, non ci provate. Se proprio insistete, vi dico che le canzoni che troverete nel romanzo le ho scritte io. Quelle sì.

Fa ridere?

Credo proprio di sì. Chi conosce il mio stile sa che non sono uno che fa sbellicare dalle risate. Preferisco strappare un sorriso. Credo di poterne legittimamente strappare almeno sette (li ho contati), soprattutto grazie ad alcuni personaggi minori. Ma anche Ernesto Boavida sa far ridere, credetemi.

Fa piangere? 

Non amo far ridere e basta. Quindi preparate qualche fazzoletto. Mica parliamo di melodrammi ma di quel fondo di malinconia che nelle mie storie c’è sempre. Non posso dirvi altro.

Perchè Domani No?

Perché cercavo un titolo che non sembrasse un film di Lina Wertmuller dopo In giro per l’Europa con la maglia di Vieri e Ci sono notti che non accadono mai. Comprendete il mio disagio. E comunque Domani no è un titolo che invita a non rimandare, a passare all’azione. Suona cazzuto ed è pure il titolo di una canzone di Boavida. Che poi sono io, anche se il romanzo non è autobiografico. Sono stato contorto, immagino.

Parli spesso di Bari nel tuo romanzo. Come mai?

Perchè adoro la mia città più di ogni altra cosa al mondo e perché sa farsi raccontare. Molti film e romanzi sono ambientati a Bari e credo non sia un caso. Questa storia però viaggia molto on the road e vi porterà in posti davvero inediti.

A quale dei personaggi sei più affezionato?

Grazie, Cristiano, per la domanda. Adoro descrivere le donne e per questo il personaggio di Maria è quello al quale mi sento più legato. Non posso dirvi di più, mica voglio fare lo spoiler.

Hai percepito dei miglioramenti rispetto al tuo ultimo romanzo?

Assolutamente sì. La scrittura è più matura, scorre meglio. Io miglioro, penso meno a me e di più al lettore. Mi sono preso qualche rischio: una storia più intrecciata, dei personaggi scomodi, ma alla fine si legge piacevolmente. Così mi dicono.

Sei soddisfatto?

Mai.

C’è qualche altro progetto nel cassetto?

Ogni giorno riempio il cassetto di progetti. Se ne penso 100 uno lo realizzo. Credo sia una questione matematica.

Hai altri obiettivi per il futuro?

Trovare la è accentata maiuscola su WordPress e poter iniziare una frase con il verbo essere.

Scriverai ancora romanzi?

Non è detto. Pensavo di scriverne uno in tutta la vita e sono al terzo. Se alla gente piace e io miglioro continuo a scrivere. Altrimenti sto bene anche senza.

Vuoi ringraziare qualcuno?

Sì grazie. Carla Palone, Veronica Vuoto, Serena Coppa, Graziano Giacani, Alice Bellagamba e i Martin Kleid. Domani no è anche roba loro.

 

Ce la fai a darci 10 buoni motivi per leggere Domani no?

 

Ci provo, di getto.

1) Perché è un fonoromanzo e le canzoni di Ernesto Boavida le ho scritte io.

2) Perché “Claudio Barresi” (le virgolette sono volute) è un personaggio che farà parlare molto di sé, non solo a Bari. Io l’ho conosciuto davvero.

3) Perché il protagonista è un cantante e la sua canzone, grazie ai Martin Kleid, l’abbiamo realizzata davvero.

4) Perché vi dimostrerò che oltre a saper raccontare il calcio so raccontare anche la musica. Soprattutto quella italiana degli anni ’80/’90.

5) Perchè ci sono tre personaggi femminili diversi e contorti. Non per niente tre ragazze mi hanno aiutato a delinearne le caratteristiche. Non fate illazioni stupide, vi vedo.

6) Perché questa storia ce l’avevo dentro da un po’. Dovevo solo sviscerarla.

7) Perché da bambino volevo fare il cantante e siccome non ci sono riuscito nella vita (meno male) spero almeno di esserci riuscito in un romanzo.

8) Perché scoprirete che differenza c’è tra un’amante e un amante.

9) Perché non è un romanzo autobiografico ma ci troverete tante scene che avete vissuto.

10) Perché Ernesto Boavida odia il calcio ma non rinuncia, in una occasione, a raccontarlo. Prendetelo come un cammeo ai personaggi precedenti.

 

Se almeno 3 motivi tra questi vi incuriosiscono, siete sulla buona strada.

Il resto lo potete scoprire leggendo le prime 30 pagine del romanzo.

Si è scherzato ovviamente. Mica tanto.

by cristianocarriero cristianocarriero Nessun commento

La notte nella stanza delle bambine

di Edoardo Danieli, Corriere Adriatico 31 dicembre 2011

Cristiano Carriero è un ragazzo fortunato. È riuscito, con sguardo curioso ed indagatore, ad entrare nella stanza dei giochi delle bambine. Quello dei dialoghi tra amiche, fatto di chiacchiere e segreti che rimbalzano tra cerette e necessità di decidere se diventare una escort o proseguire gli studi, pieno di grandi esperte di amore che rischiano, alla fine, di buttarsi giù dal Duomo per una delusione.

Ripaga questa fortuna, raccontando queste donne in un piacevole racconto che si dipana tra Puglia e Lombardia, rispettivamente luogo di origine e di lavoro del protagonista, Edoardo a cui Carriero presta la professione: copywriter, qualunque cosa ciò significhi. Pure Cristiano è partito dalla Puglia portando con sé un inossidabile amore per la maglia biancorossa del Bari; il suo punto d’approdo sono però le Marche, dove lavora in un’agenzia di pubblicità di Ancona. Agenzia in cui, per la cronaca, è circondato da donne. Anche Edoardo ha a che fare con molte donne e la relazione con una giovane studentessa, che lo cattura su un social network, è il filo conduttore della vicenda.

Figure femminili, figure retoriche e figure barbine si susseguono con un buon ritmo narrativo interrotto da squarci del passato che irrompono a spezzare la barca del quotidiano, tutto in nome di un amore tanto inseguito quanto poco riconosciuto. Una prova temibile, quella del romanzo di formazione, che Carriero affronta con disinvoltura, rinnovandolo anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, che impongono scelte difficili e affrescano percorsi insoliti. Sul profilo di un social network, per esempio, si guarda o no la foto della persona con cui si ha un appuntamento di lavoro?

Un aspetto decisamente riuscito è l’attenta analisi della geografia dei luoghi che diventa contraltare o specchio dello stato d’animo del protagonista. Da questo punto di vista, tra Lombardia e Puglia, non pare esservi competizione. Al più, le Marche, vera terra di mezzo, possono diventare un ospitale rifugio, specie per chi si occupa di lavoro creativo, come ha scelto di fare Carriero. Un racconto da leggere a briglia sciolte. Per far accadere la notte.

è possibile leggere gratuitamente i primi capitoli di Ci sono notti che non accadono mai e guardare il book trailer qui… http://www.cristianocarriero.it/libri.html

by cristianocarriero cristianocarriero 3 commenti

E se a Lipsia nell”89 avessero avuto Twitter?

Lunedì 3 ottobre, Feltrinelli Bari – Per quanto mi sforzi di non parlare d’amore alla fine ci casco sempre. Il motivo è semplice, amo scrivere, amo la mia città, amo la mia gente. Come si fa con questi presupposti a non metterci amore anche quando si parla di Twitter, di web e cambiamento e di rivoluzioni? L’incontro alla Feltrinelli di Bari è stato fighissimo. No, non è stato solo interessante e coinvolgente, e non mi va di cercare parole da grande comunicatore. Per quelle ci sono i giornalisti, gli esperti, gli uffici stampa. Per me è’ stato semplicemente fighissimo. Io mi sono divertito, Giovanna Loccatelli si è divertita (spero), Dino ha rischiato di perdere l’aereo ma alla fine è arrivato, con le idee chiarissime e le parole giuste. Abbiamo spiegato cos’è Twitter a generazioni diverse. Signore e signori di una certa età che alla fine ci hanno chiesto come avrebbero potuto iscriversi, ragazze e ragazzi che prendevano appunti.

Dà sempre soddisfazione vedere qualcuno che prende appunti mentre parli. Io ne ho contati cinque. Ho collegato le rivoluzioni araba con la tesi del protagonista di “Ci sono notti che non accadono mai”, Edoardo. Una tesi sulla caduta del Muro e sulla nuova Europa, quella che una volta si chiamava Europa dell’Est. E se i ragazzi di Lipsia nel 1989 avessero avuto Twitter cosa sarebbe successo? Le dittature e i muri sarebbero crollati prima? Non sarebbe cambiato nulla? E così è iniziato un dibattito piacevole, sulla possibilità (o la non possibilità) di cambiare o semplicemente accelerare il corso della storia grazie ad una piattaforma o ad un social network. Come ha detto Ludovico Fontana (ottimo moderatore della serata), la riuscita di una presentazione si misura con le domande che ti fanno. E a noi ne hanno fatte tante, belle e azzeccate. Approfitto di questo per ringraziare GlobeGrotter per la splendida organizzazione e Valeria Belviso e Alessandra Montemurro per la gestione (perfetta) dell’evento.

ps: ho trovato il titolo del nuovo romanzo. Lo so che non ve frega niente ma lunedì Ludovico mi ha dato l’ispirazione giusta. Ne parliamo nella prossima puntata.