Alla domanda “che lavoro fai?” non rispondo più,  ma non perché non mi sia chiaro. Più passa il tempo, più inizio ad individuare il vero focus del mio lavoro. Buttate via manuali e libricini da autogrill, oggi vi racconto un’esperienza vera, di quelle fatte sul campo. Un anno e mezzo fa mi chiama il mio amico Luca Carbonelli e mi dice: “Ti andrebbe di fare l’editor di Sport per Bloglive?”. Ci penso, ci rifletto, medito di dirgli subito di no, che non me la sento. Poi prendo tempo e gli chiedo qualche ora per pensarci. Mi chiamo Cristiano e sul biglietto da visita c’è scritto “Social Media Manager”, cosa ci faccio nei panni dell’editor di un Blog? Alla fine dico sì, perché le esperienze, certe esperienze, mi piace provarle. All’inizio vado nel panico totale: gestire persone, scrivere in velocità, programmare post, condividere sui social. No, non fa per me. Meglio fare il Fintoguru a distanza, e raccontare l’importanza di un calendario e di un piano editoriale. A parole (non) siamo tutti bravi, lo dice anche l’incipit del mio blog. Piano piano inizio a farmi le ossa, triplico i miei sforzi, mi ritaglio del tempo la sera, la mattina presto, prima di cena. Incastro i miei impegni con le passioni. È un duro lavoro ma nel frattempo conosco persone, giornalisti, influencer, community. Qualcuno mi corregge i pezzi, mi da dei consigli, mi invita a prendere delle posizioni.

Imparo ad alzare il telefono per fare delle interviste, incontro molta più gente, mi scopro appassionato di networking più di quanto pensassi di esserlo. Inizio un percorso per diventare giornalista senza rinunciare al mio lavoro, anzi migliorandolo qualitativamente. Il resto è una palla di neve (snowball, not supernova!) che inizia a cadere dal monte alla valle, diventando sempre più grande, con collaborazioni, libri, seminari e altre cose. Ma non è questo il focus del pezzo. Mi piace raccontare questa esperienza per trasmettere un solo concetto, ma molto forte: non basta laurearsi in scienze della comunicazione per fare il Content Manager, o occuparsi di Social Media. Non basta avere una buon predisposizione alla tecnologia, né tantomeno alla scrittura. Il Social Media Manager o Socialmediacoso deve studiare, leggere, informarsi, scrivere, gestire, pianificare, entrare nel cuore delle notizie, fare Storytelling anche di realtà meno sfiziose rispetto al vino e ai villaggi vacanze, conoscere gente, saper cogliere il meglio dell’interlocutore. In una parola fare il giornalista, meglio ancora se digitale, non fosse altro per una questione di attitudine alle piattaforme e ai contenuti liquidi.

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La mia esperienza in Bloglive, come Editor di Sport è andata avanti per un anno, oggi mi occupo del coordinamento di tutti i network. Un ruolo ancora più impegnativo perché mi porta a conoscere altri settori di cui non avevo la minima contezza fino a qualche mese fa: la moda, il lifestyle, l’attualità, l’innovazione. A livello di Personal Branding è anche una scelta dettata dalla necessità di slegarsi dallo sport a tutti i costi, sebbene il calcio resti, e non c’è bisogno di nasconderlo, la mia passione. Il mio lavoro ne ha guadagnato, perché ho una cultura generale più ampia, e perché riesco meglio ad entrare su temi che non ho mai padroneggiato prima: l’industria, l’olio, la programmazione. Lo raccontava anche ieri Osvaldo in un bellissimo post uscito su SenzaFiltro, altra testata che mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con dei campioni della scrittura, e che vi consiglio vivamente.

Ecco, come nello sport, credo che allenarsi con dei campioni sia il modo migliore per diventare un buon giocatore, magari non eccezionale come quelli che hai davanti, ma comunque competitivo. Ed è questo che cerco di spiegare a chi mi chiede dei consigli sugli studi da intraprendere per fare questo lavoro. Quelli che volete. L’importante è metterci dentro tanta pratica, sporcarsi le mani (ma veramente), non smettere mai di avere voglia di imparare. Ritagliarsi il tempo per migliorare. Affrontare nuove sfide, vincere e perderle (perché non succede niente se ogni tanto si perde). E soprattutto, studiare da giornalisti digitali prima ancora che da Social Media Manager. Perché potrai imparare a sfruttare i migliori orari per pubblicare, ma se nessuno ti legge hai solo perso del tempo. Il tuo e quello del tuo cliente.

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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