Valentina Tanzillo: Visual Social Media Specialist e Digital PR per Studio Samo, Agenzia di Comunicazione e Centro di Alta Formazione. Appassionata di social media visivi (Pinterest, Instagram, YouTube), aiuta le Aziende a raccontarsi attraverso le immagini. Insieme a Studio Samo lo scorso anno ha creato il Visual Storytelling Day, il primo evento italiano dedicato ai social network visivi. Scrive per Pinterestitaly, il primo blog italiano (non ufficiale) su Pinterest.

Ciao Valentina, ci spiegheresti dettagliatamente cos’è il visual storytelling?

È la narrazione di un brand o di un’attività attraverso le immagini. Oggi siamo costantemente sommersi da informazioni, in questo contesto diventa difficile per i lettori riuscire a selezionare le informazioni di cui hanno bisogno e trovare delle fonti attendibili. La soluzione per emergere dal “flusso indistinto” del web e differenziarsi dai competitor è data dalle immagini. Le immagini hanno un ruolo fondamentale nella nostra esperienza online, basti pensare che il 70% delle azioni online riguarda le immagini e ogni giorno sono pubblicate più di 300 milioni di immagini solo su Facebook.

Le immagini e i video sono degli alleati fondamentali dei brand, permettono di comunicare in modo rapido e immediato il nostro messaggio, lasciando una traccia duratura nella mente delle persone. Sui social media visivi (Facebook, Instagram, Pinterest, Tumblr e YouTube) le immagini creano delle storie interessanti che non possono essere scritte. Queste storie sono talmente convincenti che trasformano gli utenti nel sogno di tutti i marketer: visitatori del sito con una forte propensione all’acquisto. Il visual storytelling ci permette una comunicazione immediata e una comprensione semplificata, facendo leva su contenuti emotivi e coinvolgenti. Tra i suoi principali vantaggi abbiamo la possibilità di migliorare l’awareness e la reputation di un brand, di instaurare una relazione con i nostri fan, migliorando l’engagement con le nostre community online. Aumentando la visibilità e le condivisioni dei nostri contenuti, miglioriamo anche il traffico al nostro sito e nel lungo periodo le vendite.

Che competenze deve avere un visual storyteller per lavorare sui social?

Un bravo visual storyteller deve avere un’ottima conoscenza dei social network e delle loro regole. Pubblicare delle immagini accattivanti non è sufficiente per creare una strategia social efficace. Ogni social network ha il suo linguaggio e le sue dinamiche, condividere lo stesso contenuto sulle diverse piattaforme è l’errore peggiore che si possa fare. Bisogna creare dei contenuti ad hoc per i diversi social network e usare il giusto linguaggio. Per esempio, su Instagram è consigliabile usare gli hashtag, che invece performano meno su Facebook. Ancora, uno dei contenuti più apprezzati su Pinterest sono le infografiche, che su Facebook rendono poco a causa della lunghezza eccessiva dell’immagine. Quando creiamo le immagini, dobbiamo sempre pensare alle piattaforme in cui saranno pubblicate.

Le imprese sono consapevoli della potenzialità del visual storytelling?

Alcune imprese stanno iniziando a comprendere le potenzialità del visual storytelling, ma a mio avviso c’è ancora molto da fare. Ho notato che spesso c’è diffidenza nei confronti delle attività di social media marketing, molti pensano che non siano “una perdita di tempo”. Questo atteggiamento di riflette anche sul visual storytelling, che è un tipo di attività non sempre conosciuto e tenuto nella dovuta considerazione. Il modo migliore per far comprendere l’utilità di queste strategie è mostrare dei risultati tangibili e comprensibili anche ai più ostili.

Che differenza c’è tra Storytelling e Visual Storytelling? Pensi che siano due discipline autonome o che vadano integrate? E se sì, come?

Lo storytelling consiste nel raccontare un’azienda o una realtà a partire dalla sua storia. È una tecnica di narrazione che cerca di attirare l’attenzione dei suoi destinatari e di creare empatia attraverso il racconto scritto. Il visual storytelling a mio avviso è un completamento dello storytelling, consente di rendere le storie più efficaci attraverso le immagini. Gli esseri umani sono “pensatori visivi”: elaborano le immagini 60.000 più velocemente rispetto ai testi e tendono a rispondere meglio ai contenuti visivi. Secondo alcune ricerche gli individui ricordano il 20% di quello che leggono e l’80% di quello che vedono. A mio avviso storytelling e visual storytelling devono essere integrati: attraverso le immagini possiamo dare maggiore forza alle nostre storie e fare in modo che siano ricordate con maggiore semplicità dai nostri interlocutori. Per fare questo è necessario lavorare insieme, scegliendo gli aspetti che vogliamo raccontare e selezionando di conseguenza gli elementi visivi che meglio li rappresentano.

Voglio fare il visual storyteller! Da dove comincio?

Per fare questo lavoro è necessario avere competenze tecniche (creazione di immagini ed editing, regole per la composizione fotografica), unite a conoscenze di web e social media marketing. Attualmente ci sono tanti corsi che permettono di approfondire questi argomenti, io suggerirei di partire da questi, per poi approfondire lavorando sul campo. La pratica e l’esperienza, uniti ai feedback del nostro pubblico, sono degli ottimi maestri.

Quali sono le caratteristiche di un’immagine di successo su Facebook?

Un’immagine efficace su Facebook in primo luogo ha la giusta dimensione, è ottimizzata sia per desktop che per mobile. I colori giocano un ruolo fondamentale: bisogna evitare gli sfondi bianchi, che tendono a confondersi nel newsfeed, preferendo colori forti, in grado di attirare l’attenzione degli utenti. Inoltre, deve contenere una call to action adeguata agli obiettivi che vogliamo ottenere (lead generation, awareness, miglioramento della reputation). Un’immagine efficace comunica con i fan della Pagina, li coinvolge, cerca di fare leva sui loro sentimenti, non solo sulla vista.

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Immagini, video e infografiche. Su Facebook il visual converte sempre di più. Come fa un’azienda a farsi notare in questo contesto sempre più competitivo?

Un’azienda su Facebook può usare le immagini per raccontare la sua storia, evitando di essere eccessivamente autoreferenziale. Pubblicare solo le immagini dei suoi prodotti non è una strategia consigliabile: per il catalogo c’è già il sito web, i social network sono utili per instaurare e rafforzare la relazione con i propri fan. Attraverso i contenuti visivi l’azienda può comunicare i suoi valori e i plus rispetto alla concorrenza; può umanizzare il suo brand dando risalto alle persone che lavorano al suo interno e che rendono l’azienda grande; può dare suggerimenti sui prodotti, inserendoli nei relativi contesti di uso.

Tra i vari social visivi, ti occupi principalmente di Pinterest. Come consiglieresti di integrare i social fotografici (Pinterest, Instagram) con Facebook?

Possiamo aggiungere delle Tab sulla pagina Facebook di un brand in cui mostrare un’anteprima del profilo Instagram e dell’account Pinterest. In questo modo raggiungiamo due obiettivi: aumentiamo la visibilità dei diversi canali social, indicando ai fan che siamo presenti anche su queste piattaforme e arricchiamo la nostra comunicazione, mostrando aspetti inediti del nostro brand grazie alle immagini che pubblichiamo su Pinterest e Instagram.

So che preferisci il lavoro in team, da quali figure è composto il tuo team ideale?

Il mio team ideale è composto da un social media manager che abbia una conoscenza approfondita delle dinamiche e delle caratteristiche dei vari social network, da un grafico in grado di “tradurre in forma visiva” le informazioni che vogliamo comunicare, da un Igers o comunque da una persona specializzata su Instagram e in generale sulla mobile photography. Scattare una bella foto non è questione di fortuna, bisogna conoscere le regole della composizione fotografica e dell’editing, in modo da valorizzare ogni singolo scatto e dare forza al nostro messaggio visivo. Infine aggiungerei un esperto di YouTube che conosca le dinamiche del social network e sia in grado di gestire campagne pubblicitarie sulla piattaforma.

E un’azienda su quali figure dovrebbe puntare per una social media strategy corretta?

A mio avviso dovrebbe avere un social media manager e un community manager in grado di pianificare le attività online e gestire le conversazioni e curare le community sui vari social network. Altre due figure fondamentali per una social media strategy efficace sono un advertiser in grado di gestire le campagne pubblicitarie sui vari social network (Facebook in primis e Twitter e Google Plus in base al settore di appartenenza dell’azienda) e naturalmente un esperto di visual storytelling che possa coordinarsi con le altre figure per creare una strategia integrata sui vari canali social.

Quanto è importante il visual storytelling all’interno delle strategie di web marketing di un’Azienda?

Il visual storytelling occupa un ruolo fondamentale nelle strategie di un’Azienda: alla base di ogni attività di web marketing ci deve essere sempre un’accurata pianificazione delle attività da implementare e dei contenuti visivi da utilizzare. Una volta stabilito il target, è necessario capire il modo in cui è possibile raggiungerlo, implementando una strategia visiva efficace. Molti pensano che le immagini siano un semplice accessorio e per questo dedicano poca attenzione alla loro scelta. Invece i contenuti visivi sono fondamentali, perché ci permettono di comunicare i nostri messaggi in modo immediato e comprensibile a tutti. Che si tratti di una campagna pubblicitaria sui social o della landing page di un sito, è necessario scegliere con cura gli elementi visivi da usare, in modo da attirare l’attenzione del nostro pubblico e mantenere una coerenza visiva e comunicativa.

 Come si sta evolvendo il settore del visual storytelling? E nello specifico come evolve su Facebook?

Il visual storytelling è un settore in continua evoluzione, anche grazie alle numerose piattaforme che si sviluppano e sono adottate dagli utenti. A mio avviso il futuro del visual storytelling è nei video. Basti pensare al successo di Vine e ai video su Instagram che sono stati introdotti solo in un secondo momento, diventando un efficace strumento di marketing per le aziende. Naturalmente Facebook si adatta a questi cambiamenti, riflettendo i trend del momento e gli interessi degli utenti. Alcuni mesi fa ha introdotto la possibilità di aggiungere i video pubblicitari di 15 secondi in aggiunta ai post e ai link sponsorizzati. Questi cambiamenti si riflettono anche nella grafica, che dà sempre più risalto alle immagini.

Ti occupi di PR quindi sai come far leva sugli opinion leader. Quali sono le strategie migliori per far leva sui tuoi interlocutori?

Per stabilire un contatto con i nostri interlocutori è necessario conoscerli a fondo: solo comprendendo le loro passioni, i loro interessi e il loro stile di vita possiamo cercare di instaurare un rapporto con loro. La prima fase di ogni attività di Digital PR deve sempre iniziare con un’analisi del settore e dei relativi influencer. In base alle loro caratteristiche è importante scegliere quelli che siano coerenti con le attività che vogliamo portare avanti e che possano arricchire il brand/cliente mettendo in risalto un particolare aspetto o aiutando a comunicare meglio i suoi valori. Non ha senso scegliere un opinion leader solo perché è famoso: se non è in linea con il brand e il nostro target rischia di essere uno spreco di tempo e di risorse.

Mi suggerisci qualche azienda che utilizza in maniera efficace il Visual Storytelling? (Esempi di successo)

Muller Italia è un’azienda che usa in maniera magistrale il visual storytelling: i suoi post su Facebook sono spettacolari, le immagini hanno una grafica curata e di grande effetto. La comunicazione non si basa semplicemente sui prodotti, ma sull’universo valoriale che rappresenta il brand (emozioni, sapori, piacere sinestesico). Questa strategia viene portata avanti anche su Pinterest: le sue board sono dedicate alla ricerca del piacere, le immagini sono usate per far sognare a occhi aperti. Come indica la descrizione della Board Dream Away, “Muller ti invita a viaggiare con i sensi, ma non solo”. Anche Barilla ha una strategia di visual storytelling davvero efficace: il brand non si limita a pubblicare immagini di ricette, ma presenta la sua pasta in maniera inedita e accattivante. Basti pensare ai monumenti creati con la pasta o alle attività di real time marketing (il post pubblicato durante i Mondiali sul morso di Suarez ha avuto un grande successo).

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PayPal è un ottimo esempio di visual storytelling di un brand non facilmente comunicabile. In questo caso infatti non abbiamo un prodotto da promuovere, ma un servizio di pagamento online. L’azienda usa le immagini e i video per mostrare i vantaggi dei suoi servizi, focalizzando l’attenzione sulle attività che è possibile fare grazie a PayPal (viaggiare senza doversi preoccupare dei contanti, fare acquisti in sicurezza, evitare inutili file per i pagamenti). Oltre a questo, l’azienda sostiene numerose cause: lotta all’abbandono degli animali, campagne di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori che mettono in evidenza il suo lato “umano”. Vi consiglio di visitare il suo profilo Instagram, merita!

I risultati del tuo lavoro sono quantificabili, oltre i mi piace e le condivisioni?

Oltre alle interazioni sulle diverse piattaforme (like, commenti, share/repin), i risultati del visual storytelling possono essere quantificati in termini di visite: analizzando gli analytics del nostro sito possiamo verificare il traffico che deriva dai social network. In particolare, Pinterest è un’ottima fonte di traffico referral, visto che permette di risalire alla fonte che ha pubblicato l’immagine con un semplice click. Inoltre, gli effetti del visual storytelling possono essere verificati monitorando le conversazioni che gli utenti svolgono online intorno al nostro brand. Il visual storytelling migliora l’awareness e la reputation e di conseguenza aumenta il numero di citazioni, di commenti e di post legati alla nostra attività.

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Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.