Devo ammetterlo, non sciavo dai tempi della Lira. Precisamente da quelle vacanze di Natale (di quel freddo micidiale, aggiungerebbe Max Pezzali) in cui la vita del nostro Paese cambiò. Era il capodanno a cavallo tra il 2001 e il 2002 e ricordo la corsa verso il bancomat per prelevare i primi Euro. Poi dritti al bar a festeggiare l’anno nuovo con un caffè pagato in Euro. Non poteva essere che una Banca, Ubi Banca sponsor della squadra di coppa del mondo di sci alpino, a riportarmi in montagna, tredici anni dopo. Questa volta la location è Madonna di Campiglio, mentre il pretesto è la coppa del mondo.

Anche in questo caso una novità assoluta. Ho seguito partite di calcio di tutti i tipi, partite di basket, finali di Pallavolo al cardiopalmo, nuoto, beach soccer, persino biliardo, ma mai lo sci. Sono nato a Bari d’altronde, mica in Val Gardena. Però ho sempre amato mettermi in gioco e per questo quando i ragazzi di UbiBanca, InFront e FISI mi hanno detto “Dovresti fare la discesa con la Go Pro e riprenderla” non ho auto il coraggio di dirgli che io, sugli sci, non mi ricordavo nemmeno come si andava.

selfie

E poi sono un generoso. Non vuoi regalare almeno un filmato a chi ti permette di assistere alla discesa dei campioni dalla mitica 3tre di Madonna di Campiglio? E allora, armatomi di coraggio e attrezzature prese in prestito dagli amici, mi sono recato dal noleggiatore di Sci.

“Come scia?” Mi chiede.

Malissimo” gli rispondo.

Poi gli chiedo se ci sono piste blu sul Grosté, se non altro per cominciare. Lui mi risponde che sono aperte ma non tutte, perché ha nevicato poco. E che dovrò effettuare alcune simpatiche “deviazioni” sulle rosse. Sorrido. In fondo sono un tipo sportivo. Ogni domenica vado ad affrontare spettatori inviperiti che pur di insultare un arbitro rinunciano al pranzo di famiglia. Per la cronaca sono un arbitro di calcio. Che saranno mai due cadute. Inforco gli sci, gli occhiali da sole, il casco e la Go Pro. Mi lascio scivolare, mi allargo di molto per evitare di prendere troppa velocità ma presto, troppo presto, arriva la prima deviazione “rossa”. Cado, ma più per la paura di prendere troppa velocità che per un ostacolo vero e proprio. Saranno quattro le cadute, in tutto. Pensavo peggio.

La sera vado ad assistere alla discesa dei campioni e mi rendo conto immediatamente della ripidità della pista. In televisione sembra molto più semplice, in effetti. Invece vedi questi sciatori venir giù a velocità supersoniche, inforcando paletti con movimenti di gambe che solo a pensarli mi romperei un menisco. Le ragazze di Infront e FISI mi spiegano tutto nei minimi dettagli e mi portano anche in una postazione mobile dove mi spiegano i segreti della regia di una gara di sci.

regia

Vince un tedesco dal nome impronunciabile, che precede un altro tedesco, gli italiani non arrivano sul podio ma rimango felicemente colpito dagli applausi che il pubblico riserva loro dopo le performance. Abituato al calcio, dove ogni scusa è buona per contestare, resto impressionato dallo slancio di generosità del pubblico di Campiglio. Torno a casa il giorno dopo con la certezza che riproverò presto le emozioni di una discesa con gli sci ai piedi e con la speranza che nessuno pubblichi il video delle mie cadute con la Go Pro. Scherzo, sono un tipo sportivo, non vedo l’ora di vederlo!

Disclaimer: UbiBanca, sponsor della squadra di coppa del mondo di sci alpino, mi ha offerto un viaggio più soggiorno a Madonna di Campiglio per assistere alla una gara di Sci e commentarla su Blog di Sport di cui sono editor. Questo post è invece scritto in maniera indipendente, per raccontare la mia esperienza personale. Per vedere le foto realizzate a Madonna di Campiglio potete andare su Facebook dove sono state inserite in modalità pubblica. Ringrazio anche FISI, Infront e Audi per l’ospitalità.

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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