Dietro un progetto, per quanto sperimentale, c’è sempre un’idea. Il punto è capire se quell’idea è vincente o no. Oppure fottertene, perché ci sei dentro fino al collo, e allora l’idea (e il progetto) devi portarla avanti. Io e Alessandro Piemontese abbiamo scritto sul curriculum che siamo due copywriter. La cosa ci riesce piuttosto bene, dove per bene non intendo ricchi premi e cotillon, ma poter dire che entrambi facciamo un lavoro che ci piace. E pare ci paghino pure per questo, insoluti a parte.

Qualcuno insiste nel chiamarmi scrittore ma non sarà un terzo posto al primo internazionale Mondo Libro a farmi cambiare idea. Potrete chiamarmi scrittore quando venderò un numero considerevole di romanzi. Nel frattempo mi diverto a scrivere, cercando di migliorare sempre. Vi dicevo della nostra idea: qualche mese fa mi chiama Alessandro e mi fa: “Perché non scriviamo un post incrociato sulle nostre perdite?” Piccola postilla: entrambi abbiamo perso un padre. L’unico che avevamo.

Gli rispondo: “E perché non un ebook?“. Io ci credo negli ebook, come pochi altri. Credo che “il profumo della carta” sia un fattore importante solo per chi legge più di me. E che si integra perfettamente, comunque, con il profumo del mio Kindle. L’importante è leggere. “Sì ma chi ci pubblica – dice Alessandro – come la mettiamo in piedi questa cosa?” Gli dico solo “Simplicissimus”, e che avrei cercato altri 7 coraggiosi come noi per dar vita a Lutto Libero. In fondo conoscete un altro modo per fregare la morte? (Perdonami Ligabue).

Il marchio di garanzia, Nanitocu, ce l’ho messo io. Serena Coppa e Veronica Vuoto hanno permesso un controllo di qualità sui racconti. Qualcuno è rimasto fuori, purtroppo, ma Raffaella Lattanzi, Antonio Sofia, Federico Longo. Marco Maddaloni. Michele Marolla, Alessio Rega e Giulia Olivi sono saliti sul carro. Funebre. Sì, ci piace scherzare, visto che la morte l’abbiamo vista passare diverse volte davanti a noi. E allora abbiamo deciso di raccontarla. Magari parlando di altre piccole perdite: un gol al novantesimo, un amore rubato, un lavoro perso. L’infortunio del proprio idolo.

Il mio racconto si chiamo “Anna come sono tante“. È ispirato a Lucio Dalla, alla Grande Bellezza e ad Italia – Argentina, semifinale del ’90. Il mio assassino si chiama Goigoychea, ed è un portiere con la faccia da indios e le mani da operaio. Il mio assassino è il tempo che passa, una canzone che arriva nel momento sbagliato, la notizia che non ti aspetti. Il resto, se volete potete leggerlo. E magari recensirlo. Stiamo cercando dei curiosi che vogliano farlo. Fate presto però, la morte non attende a lungo.

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

2 Commenti —

  1. ciao mi chiamo carloni marco e sono scampato a ben 7 incidenti mortali ma forse x me non è finita mi puoi contattare? il mio numero è 333-5030592 vorrei delle risposte ciao

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