Non so se questo articolo farà incazzare, credetemi non è mia intenzione. Ma da un paio di giorni mi frulla in testa questo post e proprio sabato sera ne parlavo con due amici, dopo la presentazione di Domani No. Nelle ultime settimane, direi più che altro negli ultimi mesi, si è parlato, e molto, di stalking, violenze, fatti tristemente accaduti in Italia e non solo, generati da gelosie, tradimenti e quello che viene chiamato, ahimè, amore folle. L’amore purtroppo non può essere folle, perché la follia, di solito, non porta a nulla di buono. L’amore può essere romantico (forse, a volte romanticismo fa rima con maschilismo), al massimo disperato, ma in questa epoca, con questo aggettivo, siamo già al limite del consentito. Sono tempi scuri, chiariamolo subito. La cronaca ci ha raccontato vicende come quella di Pistorius o della ragazza picchiata (e tornata) dal suo ex, sempre per amore, dice lei. E la cronaca, si sa, ci fa preoccupare, pensare che la follia sia dietro l’angolo, e che ogni persona tradita, sostituita o semplicemente mollata, possa commettere qualche cazzata di questo tipo.

La conseguenza estrema (fatemi essere estremo ed estremista per un giorno) è che il lasciato debba accettare tutto di buon grado. Il che è cosa buona e giusta in una società civile e razionale, ma in una società con un minimo di sentimento sarà ancora possibile tirare sassi a una finestra accesa? O dopo un minuto arriva la polizia e denuncia il romanticone per disturbo della quiete pubblica? Credo che l’incomprensione sia dietro l’angolo. Non sto dicendo che bisogna commettere pazzie per amore (un tempo, al buon Orlando, per Angelica, fu consentito), sto solo dicendo che tutti questi bruttissimi eventi, annullano la possibilità di poter andare oltre il “Ma sì, restiamo buoni amici“. E quindi mi sono divertito a pescare dieci canzoni che oggi non si potrebbero più scrivere. O quantomeno andrebbero scritte con meno leggerezza. Perché i protagonisti di queste canzoni, poveri scemi innamorati, verrebbero denunciati per stalking, o probabilmente arrestati per disturbo della quiete. O magari finirebbero alla neuro per insanità mentale.

E quindi, caro Massimo Ranieri, smettila di sbattere la testa mille volte contro il muro, il vicino potrebbe incazzarsi.

Anche tu, Eduardo De Crescenzo, finiscila di tirare sassi ad una finestra chiusa. Ti ha detto di no, e le pietre fanno male se poco poco apro la tapparella.

Raf, inutile che dici che la pretendi. Qui non devi pretendere proprio nulla, e lei non è un tuo diritto come dici tu.

Il protagonista di Amore disperato di Nada, dovrebbe smetterla invece di chiamare. Sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando, cosa cazzo chiami? La denuncia per stalking è dietro l’angolo caro mio.

Con J Ax è fin troppo semplice: o ti amo o ti ammazzo non prevede ironia, anche quando dice parliamoci o pestiamoci. E come se non bastasse c’ha pure la mano sanguinante.

Gli Sugarfree (citazioni di un certo livello oggi, lo so) dicono di essere affetti da un morbo incurabile: se ti vedo devo averti tra le mie mani. No ragazzi, non si può, bisogna trattenere gli istinti.

Con Marco Masini il gioco risulta essere fin troppo semplice: fossi in lui rinuncerei a strappare alla sua bella stronza quei vestiti da puttana. E anche al lunghissimo minuto di violenza. Qui si va nel penale, Marco.

Little Tony ha sofferto abbastanza per amore. Ma con la spada nel cuore ha davvero esagerato. Mi sento di morire per te non si dovrebbe dire, qualcuno potrebbe pensare che lo farai davvero, e allora uno psicologo non basterebbe.

Beh, su Vasco c’è una discografia intera dedicata all’esagerazione. Innanzi tutto vorrei sapere cosa ci faceva con le mani tra le gambe di una ragazza di 16 anni. E hai voglia a dire che “diventerai più grande”. E poi anche quell’Alfredo, il negro, la troia, e ‘sta stronza che non si è neanche preoccupata di dire qualcosa (che so, una scusa)

Preferisco viverla come Samuele Bersani, levare via il tappeto e mettermi dei pattini per scivolare meglio sopra l’odio. Torre di controllo aiuto sto finendo l’aria dentro il serbatoio. Almeno lui non rischia di prendere nessuna denuncia.

Ma un po’ di dolore, di voglia, di sentimento e di sana sofferenza lasciatecelo. Fatemi soffrire bene, come diceva Massimo Troisi nel suo capolavoro Pensavo fosse amore invece era un calesse. Almeno a parole. Almeno nelle canzoni.

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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