La cosa bella delle recensioni, è che ognuno può vedere un libro a modo suo. Quello di Gianluigi Bodi è molto diretto, sincero, tagliente. Come Domani No. Mi è piaciuto il suo approccio, soprattutto quando dice “Non è che non abbia cercato in tutti i modi di demolire Domani no, vi assicuro che c’ho provato. Mi ero prefisso come scopo di fargli le pulci, di fargli una bella autopsia, scoprire la causa della morte e poi lasciare il cadavere lì sul tavolo autoptico. E vi confesso che all’inizio un po’ mi sembrava che le cose per me fossero facili. Infatti, le prime due pagine del libro non mi sono piaciute…

Ma alla fine Gianluigi ha toccato dei tasti a cui neanche io avevo pensato, e la sua recensione offre tantissimi spunti interessanti:

Ci sono delle cose che danno da pensare. Ad esempio, perché alcuni libri trovano lo sbocco di grandi editori e grandi distribuzioni ed altri si devono inventare percorsi più tortuosi, infilandosi in pertugi stretti e polverosi solo per riuscire ad arrivare ad una manciata di lettori fortunati. Esatto, lettori fortunati perché gli altri in questo caso dovrebbero fare il conto con il proprio Karma che evidentemente non li sta favorendo.

Questo pensiero mi è sbocciato in testa quando ho iniziato a leggere “Domani no” di Cristiano Carriero. Vi lascio il tempo di Googlare il suo nome perché se lo conoscete o siete lui in persona oppure un parente stretto. Carriero fa altro nella vita, ma nella letteratura ci sta a pennello. Per cui, se vi state chiedendo se questa sia una recensione positiva o negativa sappiate che siamo decisamente inclinati verso il positivo e quindi  consiglio agli amanti delle critiche feroci spezza reni di smettere di leggere a partire da questo punto.

Non è che non abbia cercato in tutti i modi di demolire “Domani no”, vi assicuro che c’ho provato. Mi ero prefisso come scopo di fargli le pulci, di fargli una bella autopsia, scoprire la causa della morte e poi lasciare il cadavere lì sul tavolo autoptico. E vi confesso che all’inizio un po’ mi sembrava che le cose per me fossero facili. Infatti, le prime due pagine del libro non mi sono piaciute. Ho pensato: ecco un altro che vuole raccontare la storia di un personaggio che si crede fico, anzi ecco la storia di uno scrittore che ha scritto di uno che si crede fico credendolo fico. Poi però il libro vero è iniziato e ci troviamo davanti alla storia di Ernesto Celi, per un po’ in arte Boavida, e del suo sogno di sfondare come cantante.

Se l’espressione non fosse terribilmente abusata vi direi che si tratta di un romanzo di formazione, ma non sarebbe una definizione del tutto corretta. “Domani no” parla delle cadute e delle risalite di Ernesto, ma c’è dell’altro, parla di come si può sentire un giovane che vive nell’Italia dalla fine degli anni 90 ad oggi. Sullo sfondo, ma ben in rilievo, c’è la politica, la situazione disastrosa in cui vessa il paese in cui viviamo, ma soprattutto io ho percepito la rabbia, la disillusione, l’arroganza, la speranza nei proprio sogni, il dover affrontare la vita adulta, lo scontro con l’autorità e molto altro.  C’è un distillato dell’adolescenza e altro ancora. Amore, amicizia, sesso (e ora che vi ho parlato del sesso tutti a comprare il libro).

“Domani no” mi ha fatto riprovare emozioni che erano ormai sopite. Mi ha fatto ricordare di quale meraviglioso e folle periodo sia l’adolescenza, un periodo in cui ci si nutre di sogni che poi però in pochi sono in grado di realizzare. Ho ritrovato in questo libro la freschezza della scrittura del Nick Hornby di “Alta Fedeltà” e pur sapendo di espormi parecchio con questa affermazione non me ne pento. C’è, nel modo di scrivere di Carriero una capacità di arrivare dritto al lettore in maniera sincera, direi quasi pura. Una capacità di raccontare una storia ed esporre i fatti in uno sviluppo coerente.
È’ per questo che gli si possono perdonare… (continua a leggere!)

 

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

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