Qualche anno fa (parecchi ormai), con l’umiltà che mi contraddistingue e ahimè mi attanaglia, dissi che la parola “scrittore” mi faceva venire l’orticaria. Non è uno scrittore uno che ha pubblicato un libro. Dissi che avrebbero potuto cominciare a chiamarmi così, se proprio ci tenevano, al terzo romanzo. Anche perchè sapevo che non ci sarei mai arrivato. D’altronde uno non sarà mica così scemo da dedicare un anno di notti insonni alla gloria effimera di un racconto. Poi succede che lo fai una seconda volta, e passi. Ma se lo fai la terza sei un pazzo recidivo. Pensavo di essere più sano, mentalmente. Invece no. Prendo atto della mia follia e vado avanti, caro notaio. Ma non chiamatemi scrittore perchè io questa parola non me la sento proprio addosso. Scrivente mi piace di più. Anche se al massimo sono un saltimbanco, un ardito sperimentatore. Solo che adesso devo trovare una nuova scusa. Diciamo che potrete chiamarmi scrittore quando sarà ricco e famoso, così non ne parliamo più.

Mi hanno chiesto del libro, e sono mesi che tergiverso. Ho avuto le mie ragioni, credetemi. Il terzo, dicevamo. Si chiama Domani no. Esce a Natale, giorno più giorno meno. Mi sono preso del tempo, ho fatto le mie valutazioni ed ho deciso. Il libro sarà pubblicato dalla Gelsorosso di Bari. Prima di tutto perchè credo nel progetto di Carla Palone. Secondo perchè dopo una casa editrice toscana (grazie) ed una marchigiana, nella fattispecie jesina (molte grazie a tutto lo staff della GEI) credo sia arrivato il momento di pubblicare con un editore della mia città. Che, a differenza mia, la viva questa città. Ci ho riflettuto, e questo passaggio non si può saltare. Il libro è ambientato a Bari, di Bari racconta vizi e virtù, intorno a famosi personaggi baresi si intrecciano la trame del racconto. E Carla ha idee ambiziose, ed è una persona contagiosa oltre che competente e professionale. Dimenticate Edoardo e Gaia, i protagonisti di Ci sono Notti che non accadono mai. Ernesto Celi, in arte Boavida, ha un altro carattere, più timido ma al tempo stesso più orgoglioso. Tony e Ciccio saranno i vostri compagni di viaggio, Maria e Blerina le muse ispiratrici di questo fonoromanzo. E sì, perchè la storia ruota intorno a delle canzoni scritte dal sottoscritto, una di queste, ossessione onirica, interpretata dai Martin Kleid. Allora vi prego di non chiamarmi scrittore ma vi prometto che il libro di uno scrivente non sarà poi così male.

Domani sì (era ora)

Cristiano

Content & Community manager. Storytelling addicted. Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Un giorno invertirò la tendenza. Domani no.

3 Comments —

  1. Bene Cristiano!! Allora attenderò con grandissima curiosità di poterlo leggere! Per quanto riguarda la questione scrittore o non scrittore: sei uno che lavora sodo e per scrivere quello che ritiene necessario sia scritto, non credo serva altro per potersi considerare uno scrittore. Anche perchè di per sè non è che voglia dir molto. Diverso è essere uno scrittore “x” se con la x cerchi di attribuire un giudizio di valore o una categorizzazione stringente del tuo lavoro. Quella è una difficoltà che ti accompagnerà, solo davanti a quanto fatto, negli occhi di chi ti legge e persino negli occhi di chi non ti legge. Di certo il libro, il terzo, è un ulteriore passo avanti, un’altra storia scritta da un altro uomo con senno e intenzione, cuore e intensità che da sempre ti riconosco. Daje.

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